Nei giorni di S. Giorgio (23 aprile) si accendeva un fuoco nella vigna, nel giorno di San Marco (25 Aprile) non si lavoravano i campi, nel giorno della Croce (3 maggio) venivano piantate delle Croci dove un tempo sorgeva il paese di Fiorenzuola oggi Frascaro (Colle del Piano, Via de lu lubaro, lu Cunnuttu, via della Croce). Su ogni croce veniva inserito un ramoscello di palma e una candela (simbolo di Cristo luce del mondo). Si effettuava una processione a tappe indicate delle croci e di fronte ad ognuna si pregava per un buon raccolto. A distanza di molti anni sono state riposizionate 3 delle 4 croci da alcuni abitanti del paese.

Chiesa Madonna della Cona

Risalente al XVI sec. e situata all’incrocio delle strade che congiungono Frascaro e San Pellegrino, rappresenta (per noi) il punto di arrivo a Frascaro.

Quercia

È la prima quercia a darvi il benvenuto e un buon posto dove rilassarvi .

Sassu Straccu

È un antico sedile di pietra situato lungo la strada che porta a Frascaro, prima dell’inizio del paese. Qui i contadini “stracchi” si riposavano tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro nei campi, da qui il suo nome.

Edicola di Santa Rita “La Conicella”

È un’edicola, dedicata a Santa Rita, contenente una piccola statua della Santa.

Ricostruita dopo il terremoto del 1979, con dimensioni minori rispetto all’originale, è il punto di passaggio di tutte le processioni.

Casetta della Comunanza

È un container risalente al terremoto del 1979. Inizialmente ad uso abitativo, oggi di proprietà della Comunanza agraria di Frascaro, rappresenta il punto d’incontro della nostra comunità.

Chiesa di Sant’Antonio Abate

Risalente al XIII/XIV sec. e situata al centro del paese tanto da dividerlo in due rioni “capu le case” e “piè le case”.

Crollata in seguito al terremoto del 2016, racchiudeva importanti opere della comunità di Frascaro, tra cui la statua di San Rocco (Patrono di Frascaro) e la statua di Sant’Antonio Abate.

Prosciuttificio Patrizi

Una delle aziende del territorio che produce un prodotto di alta qualità.

Nasce nel 1979 ad opera di Mario Cataldi e prende il nome da sua moglie, Almerina Patrizi.

Oggi è gestito dai figli Agostino e David.

Edicola Leoni

Punto di passaggio di tutte le processioni.

Dedicata alla Madonna di Montesanto. Fu costruita nel 1906 da Salvatore Leoni di ritorno dall’America in segno di ricoscenza per averlo salvato durante un naufragio.

Ruderi della chiesa della Madonna del Rovaro

La chiesa era risalente al XV sec. e i suoi resti sono situati nella parte estrema di Frascaro, nella direzione che lo collega a Nottoria.

Ex Stalla Sociale di Frascaro

PRIMO esempio di COOPERATIVA SOCIALE del territorio.

Nasce nel 1972 ad opera del sac. Antonio Brugnoli di Frascaro.

Attualmente, dopo il sisma del 2016, le strutture sono attive e utilizzate da un’azienda delocalizzata del territorio.

Fonte de Messanu

Antica fontana di epoca Romana, situata a pochi passi da Frascaro su un sentiero che porta al castagneto e congiunge Frascaro a Valcaldara e Savelli.

Costruita con pietre calcaree dette “crespo” che ancora oggi costituiscono i divisori e le vasche.

Un tempo veniva alimentata dalla sorgente chiamata “Lu cunnuttu”.

Lu Puzzu de Messanu

È stato per tanto tempo usato come fonte di approvvigionamento dalle famiglie di Frascaro. Oggi non è più visibile, è stato chiuso per motivi di sicurezza dopo l’arrivo dell’acqua di San Marco nelle tre fontane del paese perché non più utilizzato.

Legato alla leggenda di Cecco d’Ascoli e alla scomparsa del fiume di Messanu.

Si spera che possa tornare quanto prima ad essere ammirato da tutti!

Lu Cunnuttu

È un’antica sorgente che alimentava la fonte De Messanu e situata a monte della stessa.

Intorno agli anni settanta generava anche un piccolo stagno pieno di ranocchie e girini.

Muretti a secco

Sono un particolare tipo di muro costruito con blocchi di pietra opportunamente disposti e assemblati, senza uso di leganti o malte di alcun genere.

Sono stati costruiti per delimitare la strada separandola dai terreni circostanti.

Casaletto del castagneto

Di proprietà privata e risalente ai primi del ‘900 divenne di notevole importanza nel periodo della Resistenza quando fu utilizzato come rifugio dalle famiglie di Frascaro.

Dopo il terremoto del 2016 non resta che un cumulo di macerie.

Allegria, divertimento e tradizione:

Pasquarella: la sera prima dell’Epifania giovani e anziani si riunivano per andare a cantare presso le abitazioni del paese e di quelli vicini, canzoni tradizionali legate alla nascita di Gesù e all’arrivo dei magi, accompagnati dal suono dell’organetto e dei tamburelli. Si raccoglievano offerte con le quali si organizzava la cosiddetta “CENA DELLE VECCHIE” alla quale partecipava tutta la popolazione che si intratteneva fino a tarda notte con balli tradizionali: saltarello e la quadriglia.

Tre re dall’oriente

Tre re dall’oriente
Dal lungo cammino
Al nato bambino
La stella guidò

Dagli arabi regni
I doni preziosi
Gli aromi odorosi
Ciascun gli recò

Al nato fanciullo
La gloria e la lode
Che il perfido Erode
Soffrire non può

E punto di cura
Geloso di regno
Ingiusto ed indegno
Editto formò

Editto crudele
Che barbaramente
La turba innocente
A morte mandò

Io già di Betlemme
Ascolto le grida
Che il ferro omicida
I figli svenò

Ma il Santo Giuseppe
Fuggendo in Egitto
Dal barbaro editto
Il bambino scampò

E morte più cruda
E pene più fiere
Eterno volere
A lui destinò

Di sommo infinito
Il suo grande amore
Per me peccatore
Così si abbassò

Prostrato ai tuoi piedi
Ti adoro Signore
E questo mio cuore
In dono ti do.

Giochi

La morra: due giocatori abbassano contemporaneamente il pugno destro, distendendo rapidamente una o più dita e gridando (quasi a voler intimorire l’avversario) un numero tra 2 e 10. Se il numero indicato corrisponde alla somma delle dita distese ( il pugno chiuso vale 1 e il dieci è chiamato proprio “morra”), si segna un punto a favore di chi ha indovinato. Se la somma è indovinata da entrambi, il colpo è nullo.
La ruzzica: i giocatori lanciavano o delle forme di formaggio o dei dischi di legno ricavati dal tronco degli alberi, lungo un percorso prestabilito, vinceva chi arrivava alla fine del percorso in meno lanci.

Alcuni giochi venivano costruiti dai bambini/ragazzi. Tra questi ricordiamo:
La manocerchia: veniva costruito utilizzando delle ruote o dei cerchi di botti su cui veniva inserito un manico, generalmente di legno. I bambini si divertivano a fare delle gare in cui lo strumento creato veniva fatto rotolare senza farlo cadere.
Il fischietto “Lu ciufilittu”: veniva costruito utilizzando il legno di vitavola o di sambuco.
“Lu tratturittu”: veniva costruito utilizzando un rocchetto di legno, del filo da cucito, della cera, un elastico e un bastoncino. Il rocchetto era il corpo del trattore, la cera veniva applicata su una delle due estremità del rocchetto (le ruote). All’interno del rocchetto e della cera veniva fatto passare l’elastico che ”dava la carica” e faceva muovere il “trattoretto” grazie al bastoncino.
Pipetta: veniva costruita utilizzando delle curiose formazioni tondeggianti dette “galle”che si trovano sugli alberi delle querce. Da queste galle, che venivano chiamate “palle cucche”, si ricavavano delle piccole “pipe” con le quali si faceva un simpatico gioco. La pallina veniva tagliata alla sommità e svuotata del materiale ligneo interno e forata lateralmente. Nel foro si inseriva una piccola cannuccia di legno dando luogo alla “pipetta”. I ragazzi vi soffiavano dentro tenendo in sospensione un’altra piccola “cucca” facendola roteare con abilità. Vinceva chi riusciva a tenere in aria la pallina per più tempo senza farla cadere.

Svaghi

Frascaro è ricco di sentieri da poter percorrere a piedi, a cavallo e in mountan bike.

Erbe spontanee e piante

Lu serpuju (timo selvatico-serpillo): veniva utilizzato durante la festa del Corpus Domini, per profumare e adornare l’interno della Chiesa di Sant’Antonio Abate.
L’erba Polmonaja: raccolta da Amadio Nardi (classe 1904) nel periodo del “solleone” (metà luglio/metà agosto) nel castagneto. Veniva essiccata e utilizzata d’inverno per curare la bronchite.
Erba Santa: utilizzata per curare le ferite.
Erba muraiola: utilizzata in decotti per purificare il fegato.

Erba cavallina/ ortica/ malva/vitalba (vitavola)/ zazzetta(mangiata cruda)/menta bastarda/ marrubbio/valeriana/foiole/erba dolce/trapunzuli/felci/sambuco.

Confettura di castagne

Ingredienti: 2Kg di castagne, 1 Kg scarso di zucchero, 3 bicchieri di acqua, un pizzico di sale, 1 bustina di vanillina, 1 bicchiere di brandy, 3 cucchiai di cacao amaro.

Esecuzione: togliere la prima buccia alle castagne e lessarle. Dopo averle lessate togliere la seconda buccia e passarle con un passatutto.

Mettere l’acqua a riscaldare insieme allo zucchero, il sale, la vanillina. Aggiungere la purea di castagne.

Far bollire per tre ore; quasi al termine della cottura aggiungere il brandy e il cacao amaro.

Riempire i barattoli dopo averli sterilizzati, procedere quindi alla pastorizzazione per bollitura.

Castagneto

UN BOSCO MAGICO: Il castagneto di Frascaro (castanea sativa L.) difficilmente databile ma con esemplari di oltre duecento anni, è ubicato appena sopra la frazione, nel colle Cappelletta, a circa 750 m slm. E un castagneto da frutto in buone condizioni manutentive, costituito da tanti appezzamenti accorpati , con tanti piccoli proprietari.

Il raccolto che viene effettuato dai primi di ottobre fino ai primi di novembre è legato ad un noto detto paesano: “dopo li morti so padroni tutti quanti” per dire che generalmente la giornata del 2 novembre sancisce la fine della raccolta privata delle castagne e chiunque, dopo quel giorno, può recarsi nel bosco a raccogliere i prelibati frutti.

È un bosco magico al quale è possibile arrivare attraverso meravigliosi sentieri.

Prodotti della terra

Tartufo pregiato nero di Norcia (Tuber Melanosporum Vittadini), funghi, in particolare porcini (Boletus edulis), ovuli (Amanita Caesarea), castagne, nocciole, noci e mandorle.

Cliccando sul link soprastante puoi entrare VIRTUALMENTE in tantissime scene della mappa di comunità della frazione.
Se inoltre usi un visore VR avrai un’esperienza completamente differente, più immersiva!